L’ASSOCIAZIONE CARLO UBBIALI con sede in Rua das Juçaras in Sào Luìs è stata istituita il 27 febbraio 2003 da un gruppo di amici di don Carlo, tra i quali padre Claudio Bombieri che si unì a lui nella pastorale indigenista nel 1982 e da altri padri comboniani di Verona. Senza fini di lucro e di natura filantropica, è dotata di regolare statuto costituito da 28 articoli e ha lo scopo di dare continuità alle iniziative e ai progetti in favore degli indios del Maranhào con i principali obbiettivi di:

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1 – incentivare lo sviluppo e il modello di vita, il rispetto dell’identità e l’autonomia dei popoli indigeni attraverso l’esecuzione di progetti nei settori dell’educazione, salute, agricoltura e a protezione dell’ambiente in modo tale da affrancarsi da gran parte delle dipendenze o condizionamenti esterni,

 

2 – rinforzare l’unione e le organizzazioni dei popoli indigeni del Maranhào;

 

3 – promuovere azioni rivolte in difesa e alla garanzia della libertà di esprimersi secondo i loro modelli di vita e al rispetto dei diritti previsti dalla Costituzione brasiliana del 1988 e dalla legislazione ordinaria.

 

Nel campo dell’educazione scolastica, tra le attività già in corso l’Associazione ha pianificato e intrapreso un progetto ambizioso di insegnamento per la scuola di secondo grado con professori indios; si tratta di un’iniziativa innovativa che esiste solo in due aree indigene in tutto lo stato del Maranhào. In passato gli studenti che avevano l’intenzione di continuare gli studi erano costretti a recarsi nella città più vicina (40 km) per poter frequentare la scuola, con enormi problemi di tipo logistico/economico/culturale.

 

In ambito agricolo-economico-sanitario stiamo attuando in alcune aree indigene un piano triennale di etno-sviluppo che interessa i popoli Awà-Guajà, Ka’apor e Guajajara e che riguarda attività come l’ittiocoltura, l’apicoltura, l’allevamento di animali di piccola portata, la realizzazione di pozzi artesiani, di punti di appoggio sanitario e raccolta di materiale didattico, tutto collegato con il sistema scolastico.

 

Nel settore dell’artigianato indigeno è stato aperto nel centro storico di Sào Luìs, un negozio per la vendita di oggetti di tutti i popoli del Maranhào: Awà-Guajà, Ka’apor, Guajajara, Gaviào, Canela Ramkokamekrà e Apaniekrà, Krikatì, Kropùn Pukobiè e Tembè.

 

Tra le attività dell’Associazione, che per la vitalità del suo impegno e la capacità di proporre nuove proposte è già molto conosciuta anche al di fuori dello stato del Maranhào, c’è anche l’organizzazione  delle settimane annuali dedicate agli indios e di convegni nazionali di antropologia, oltre alle varie collaborazioni con il Cimi (Conselho indìgenista missionario), la Funai

(Fundaçào nacional do indio) e alle Istituzioni statali.

 

L’Associazione è la conseguenza del percorso tracciato da don Carlo; parole chiave come autonomia e autodeterminazione sono termini che, anche per gli indios del Maranhào, cominciano ad avere un significato ben definito: è la presa di coscienza di una nuova realtà che, di giorno in giorno, sta gradualmente sta crescendo dando forti segni di risveglio.

 

Brignano 20/05/2006